Rosa Razzano, Presidente provinciale del Partito Democratico Sannita, è nota per il suo impegno a sinistra e il legame con la cultura giovanile e sociale.
Nata e cresciuta a Benevento, Rosa si avvicina alla politica sin da giovane. A 14 anni inizia a frequentare il collettivo “Rive Gauche”, una realtà alternativa che aveva trasformato un ex macello abbandonato in uno spazio di socialità e cultura. Qui trova una comunità che influenzerà profondamente il suo percorso politico e umano.

Dopo aver frequentato il liceo classico, a 18 anni si trasferisce a Firenze, città che l’aveva affascinata sin da piccola. Nella città toscana, dove vive per un decennio, prosegue il suo impegno con associazioni antirazziste e realtà antagoniste di sinistra, che lavoravano per influenzare la politica istituzionale. Inizialmente iscritta a Storia, si dedica poi con passione al settore lavorativo che diventerà il fulcro della sua carriera.
Tornata a Benevento, Rosa si distingue per il suo lavoro nel mondo dell’intrattenimento e della cultura, gestendo prima il leggendario “Morgana” e successivamente l’”Eskimo”, locale che prende il nome dall’omonima canzone di Francesco Guccini. L’”Eskimo”, con il suo nome che evoca un simbolo di ribellione e libertà, è un punto di riferimento per la vita sociale e culturale della città.
Pur avendo sempre militato nella sinistra non istituzionale, Rosa si avvicina al Partito Democratico nel 2023, spinta dall’entusiasmo per la leadership di Elly Schlein, la prima candidata che vota con convinzione e vede vincere. Poco dopo, decide di prendere la tessera del PD. Da neotesserata, viene eletta presidente provinciale, un evento straordinario in un partito che tradizionalmente non è noto per rapide scalate.

Rosa Razzano vede nella politica uno strumento per il cambiamento concreto. Già attiva durante le amministrative a sostegno di Luigi Diego Perifano, continua a lavorare per rendere il Partito Democratico più aperto e democratico, ascoltando le esigenze del territorio e collaborando con le figure locali.
La sua nomina rappresenta una scelta innovativa, coerente con lo “spirito del tempo”, e dimostra come la sua esperienza nel sociale e nella cultura possa tradursi in un contributo significativo alla politica istituzionale.

