Si riporta l’articolo scritto dal Dr. Gianni De Blasio per il Sannio Quotidiano
La sconfitta della governatrice uscente Tesei in Umbria ha ridato ulteriore fiato a
De Luca: «Si è dimostrato che, quando si dà la parola ai cittadini, i cittadini possono decidere, anche su un solo mandato, come nel caso della presidente dell’Umbria”. Avendo votato il terzo mandato, lei condivide?
“Il dibattito sul terzo mandato è fuorviante e non mi appassiona perché il tutto si traduce nella scomparsa della dialettica lotta di classe dal suo dibattito e perfino dal suo linguaggio. Sto dicendo che poiché la politica si è trasformata in mera amministrazione, ha da tempo abdicato alla trasformazione del mondo, il tema non può che diventare un noioso, risaputo calcolo combinatore delle possibili varianti amministrative ammesse.
Si trasforma la politica in amministrazione al fine di generare noia, ovvero disaffezione,
estraneità, senso pervasivo di inutilità. Come a dire che per privare la politica di ogni capacità di disturbo, di perturbazione dell ordine imperante, occorre che sia trasformata in una cosa noiosa. E allora il dibattito sul terzo mandato, sull’incandidabilità dei Sindaci serve a nascondere ed è sintomatico di una società neofeudale in cui siamo e versiamo.
La politica diventa un flatus vocis, voce senza importanza, parole senza interesse, discorso senza consistenza”.
La paletta rossa mostrata ai sindaci, che per candidarsi devono lasciare tre mesi
prima, non le sembra un modo per ridurre la concorrenza da parte di voi consiglieri in carica?
“Ci sono i vicesindaci, assessori e consiglieri che potrebbero candidarsi e rappresentare i loro territori”.
Per quanto la riguarda, lei esclude di poter correre in una delle liste a supporto del governatore uscente nel caso lo scontro con il Pd non dovesse rientrare?
“Credo che il PD andrà compatto anche alla luce di un ricorso alla Consulta dal
Governo contro il terzo mandato approvato dal consiglio regionale della Campania. Ma
lo scontro è politico ed è tutto interno al Centrodestra. Colpire De Luca per cancellare il Veneto di Zaia”.
E’ vero che la sua aspirazione prioritaria è mettere a disposizione la sua lunga esperienza amministrativa proponendosi a sindaco di Benevento?
“La mia aspirazione è contribuire con il PD a costruire una Città diversa, distante dai
tagli di nastro e all’egocentrismo. Una città plurale, un consiglio comunale che si riappropri delle sue prerogative e non diventi arena di scontri personali, una città che si
interroghi sul vuoto politico e sull’accettazione passiva di scelte del governo nazionale sulle pensioni, sanità, welfare, istruzione, sulla lenta agonia dei cittadini dopo decenni di sistema liberale che ha saccheggiato i diritti sociali con le fanfare dei diritti civili”.
Dopo aver accusato alcuni abbandoni, in città siamo cresciuti, ha detto Mastella con evidente riferimento a lei. Si sarà sentito risollevato nell’apprendere che, non solo la sua uscita non ha prodotto danni, ma ha addirittura rinvigorito Noi di centro.
“Credo che tale Movimento debba elaborare la sindrome “dell’abbandono”. Ma forse
pretendo troppo”.
Lei è da anni sulla scena politica, assessore, presidente Asi e della Gesesa, consigliere comunale: come giudica l’attuale governo cittadino?
“Il governo cittadino è quello delle speranze disilluse, delle attese vane, delle eterne
promesse mai mantenute. I beneventani avevano affidato un mandato a Mastella riponendo una fiducia che è stata completamente disattesa. La Città è ferma al palo, l’Amministrazione è impegnata in una lotta di potere priva di visione e di prospettive. Il turismo non decolla anzi, stando alle classifiche tanto care al Sindaco, sprofonda con Benevento che per Italia Oggi è al posto 103 su 107 in Italia. Le contrade restano prive di servizi e infrastrutture primarie. L’incapacità
politica e amministrativa ha impedito di individuare il gestore unico del servizio idrico
perdendo l’occasione del Pnrr per intervenire sulle condotte vetuste. Da otto anni si parla
invano di nuova pianificazione urbanistica, ma, fino ad oggi, l’unico risultato è la spesa
di oltre 400 mila euro dei beneventani per consulenze. Intanto i cittadini di Olivola –
Roseto continuano a pagare l’Imu su terreni agricoli al valore di aree industriali e il piano
è fermo ad un decennio fa. Si procede in modo sconnesso anche nella programmazione di opere pubbliche. L’importante è spendere senza pensare alle finalità con lavori molto spesso mal gestiti e mal realizzati. I Pics sono stati un’incredibile occasione sprecata, milioni di euro impiegati senza registrare nessun miglioramento per i cittadini. Lo scempio di piazza Cardinal Pacca, il cervellotico Lapidarium all’Arco di Traiano con zeppe di legno per mantenere i reperti, piazza Piano di Corte, l’illuminazione delle Mura che dopo qualche mese è già non funzionante sono solo gli esempi emblematici. I disagi che si creano anche per opere meritevoli assumono dimensioni sempre più allarmanti.
Il piano per ricollocare la Federico Torre è stato un disastro, quello per la Nicola Sala
resta un mistero, lo spostamento del Terminal è diventato una telenovela con i cittadini fruitori dei trasporti che ogni giorno non sanno cosa li attende. La scuola Bosco Lucarelli è chiusa da tempo immemore con i lavori che non decollano. Piazza Risorgimento è transennata da un mese senza che
si sia visto un operaio a lavoro. Nel frattempo il centro storico è completamente isolato
senza alcuna soluzione per i parcheggi. Resta chiuso da anni, con promesse di nuovi gestori che si rinnovano, il parcheggio di Porta Rufina. I quartieri più popolosi sono condannati da questa Amministrazione alla funzione di dormitorio senza nessun intervento che provi a risollevarne le sorti. Si registra una chiusura totale all’ascolto dei disagi, delle fragilità sociali, degli ultimi. L’Amministrazione Mastella è concentrata, invece, solo nell’organizzare festicciole a cui si è
ridotta la programmazione culturale nelle mani di una stretta cerchia che sperpera fondi
pubblici senza nessuna trasparenza. L’attenzione è rivolta, tanto nel governo cittadino
che in quello delle partecipate, solo all’assegnazione di consulenze ai soliti nomi. Lo
sviluppo occupazionale tanto promesso e decantato non lo ha visto nessuno. I giovani
continuano ad emigrare mentre i grandi investimenti promessi da Mastella, come Solitek,
sono tutti sfumati e assumono sempre più i contorni di bufale elettorali. L’unica occupazione per cui l’Amministrazione Mastella ha avuto risalto è quella dei concorsi pubblici assurti alle cronache nazionali e ancora oggi all’attenzione dell’opinione pubblica per le tante ombre presenti. Ogni voce di dissenso non è gradita e messa alla porta, il confronto è uno sconosciuto a Palazzo Mosti. Perfino i rapporti con il personale dipendente sono in uno stato comatoso, al punto da arrivare perfino ad essere condannati per condotta antisindacale. Sarebbe davvero ora di voltare pagina”.
Oltre che consigliere regionale, lei è un medico. La sanità, quella della Morgante e
quella di Volpe. Quali differenze?
Volpe è un medico. La Morgante no”.
Dr. Gianni De Blasio- Il Sannio Quotidiano 24/11/2024

